Biografia

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Michele D’Aniello nasce nel 1964 in provincia di Caserta.

Dopo aver frequentato il Liceo Artistico, nel 1986 si diploma in scultura con lode, all’Accademia di Belle Arti di Napoli, con il grande maestro Augusto Perez. Sarà lo stesso Perez a sceglierlo, per rappresentare l’Accademia di Napoli, alla mostra nazionale delle Accademie d’Italia.

Terminati gli studi, si trasferisce prima a Firenze e poi a Bologna, dove tuttora vive e crea le sue opere.

Ha esposto in Italia, in prestigiose location: Palazzo Ducale (Mantova), Fortezza Spagnola (L’Aquila), Villa Carlotti (Verona), Palazzo dei Capitani (Ascoli Piceno), Rocca di Ravaldino (Forlì), Castello Estense di Mesola (Ferrara), Palazzo Filippini (Isernia), Rocca Paolina CERP (Perugia), ex Chiesa di S. Mattia (Bologna), Museo MAGI ‘900 (Pieve di Cento -Bologna), Museo del Patrimonio Industriale (Bologna).

Nel 2003 è insignito della Medaglia Laurenziana per la scultura a Palazzo Vecchio,  Firenze. 

Nel 2010 prende il via il progetto Scultura e Impresa.

Nel giro di alcuni anni, realizza più di una cinquantina di opere monumentali che espone in cinque importanti mostre personali: nel 2011 nella galleria PivArte, nel 2012 nella ex Chiesa di San Mattia a Bologna e successivamente al CERP nella Rocca Paolina di Perugia e dal 2014 al 2019, per tre edizioni, al Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

Nel 2011 e nel 2012 partecipa ad Arte Fiera Off nella città di Bologna.

Nel 2011 viene invitato a realizzare una sua esposizione personale al Salon du Chocolat, prima edizione italiana, svoltasi nell’Ex GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Bologna.

Nel 2016 espone in una personale a FARETE – Confindustria Emilia – e viene invitato a condurre un workshop dal titolo: “Scultura e Impresa: Il successo è ciò che noi facciamo accadere”.

 

L’ARTE SIMBOLICA DI D’ANIELLO

L’arte per Michele D’Aniello è un’operazione pianificata e ragionata in cui, il simbolismo, risulta essere il linguaggio che meglio la esprime, creando la giusta armonia tra forma e contenuto, onnipresente in tutto il suo linguaggio artistico. Ogni elemento di cui si compongono le sue opere (compreso il materiale di cui le opere stesse sono rivestite), ha un preciso significato simbolico e rappresenta una metafora che si ispira a valori positivi. Persino le proporzioni spaziali hanno una loro ragion d’essere, e sono volte a creare una sensazione di equilibrio. Nella sua arte, forma e contenuto non possono prescindere l’una dall’altro, tanto da essere il filo conduttore del suo operato che si riassume in una frase da lui stesso coniata: “La Forma dei Valori, i Valori della Forma”.

Per D’Aniello, fare arte significa comunicare e soprattutto alimentare i valori e il bene nell’uomo, al fine di potenziare in lui il desiderio e il bisogno di coltivarli e condividerli.

Le mie opere” afferma D’Aniello “sono sculture potenzianti. Progetto le mie sculture in modo che suscitino positività e suggeriscano il pensiero che nell’essere umano c’è qualcosa di straordinario e che per emergere, deve prima essere riconosciuto e coltivato.”